Nei millenni passati un popolo si diceva civile quando realizzava alcuni principi fondamentali. Tra questi il rispetto sacro dell’ospite e/o dello straniero. Uno straniero, infatti, doveva essere accolto, rifocillato ed ospitato nel modo migliore possibile. Questo perché potesse parlar bene di chi lo aveva ospitato, benedire, ed a sua volta essere ben disposto a fare lo stesso nel caso contrario.
Tale situazione ha garantito nei millenni la possibilità che gli uomini potessero viaggiare per i più diversi motivi (conoscenza, esplorazione, commercio, ricerche di nuovi beni e scambi di cultura) e lo scambio di conoscenze e culture ha sicuramente favorito un migliore sviluppo per tanti popoli. Anche per il nostro.
Certamente questi scambi non erano sempre utili allo stesso modo e allo stesso tempo per tutti, ma sicuramente favorivano l’evoluzione della specie.
La cultura siciliana in particolare poi è proprio il risultato di tali e tanti contaminazioni…
la Rivoluzione Francese, infine, stabilì che un Popolo è civile se crede nella libertà, uguaglianza e fraternità fra gli uomini…
Ma cosa sta succedendo oggi???
(dal TG1 del 1 febbraio 2009) Giornalista:< …ma ha dato fuoco ad un ragazzo… intervistato: “No ad un ragazzo, a un marocchino!”
Sentire questa frase mi ha fatto rabbrividire, nel senso proprio che ho provato un senso di gelo nelle ossa! Per quell’intervistato che magari non la penserà come la maggioranza degli italiani, ma purtroppo non è neanche da solo, evidentemente un marocchino non “è ragazzo”, cioè non potrebbe essere considerato un cucciolo di uomo, una persona!
Ciò è di una gravità enorme, di una pericolosità micidiale oltre che il risultato di una ignoranza spaventosa!
Ma questo intervistato, mi chiedo, è mai andato a scuola? E se si, si possono reperire i suoi insegnanti, oltre ai suoi genitori, e condannarli all’ergastolo? Perlomeno, supplico chi di dovere, li si potrebbe rendere inoffensivi per il futuro?